Santena e circondario 47

Santena – 10 dicembre 2016 – Le Sagre, come i musei sono rappresentazioni di identità delle comunità. Rischio alluvione, ospedale e lavoro: nella Città Metropolitana non c’è solo il Tunnel del Frejus. Nel Bacino della Banna e a Santena fanno riflettere i problemi idraulici, idrici e produttivi. Ciao Ferrero.

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Porro lungo dolce di Carmagnola (PAT)

1) Sagre di zona. L’appuntamento è a Carmagnola, domenica 11/12, per la 24° Fiera Regionale del Bovino, della Carne di Razza Piemontese, della Giora e Mercato del Cappone e per l’8° Mostra Mercato del Porro Lungo Dolce di Carmagnola. Partecipa anche l’Associazione Produttori Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto. Le sagre sono il fenomeno sociale e culturale utile per addentrarsi nella ricerca delle identità che formano la nuova dimensione territoriale della Zona Omogenea del Chierese-Carmagnolese della Città Metropolitana.

2) Museo. Un museo è tale se è collegato alla vita reale delle persone che lo visitano e che gli vivono intorno. L’esigenza di integrare il museo cavouriano con la comunità di Santena è un’operazione complicata, ma non impossibile. La visita di Santena, del Castello Cavour, del Parco, della cascina Nuova è potenzialmente un viaggio nella memoria di ogni Italiano che va alla ricerca del contesto e delle identità in cui hanno operato i suoi progenitori.

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Le ex caserme di Cambiano viste dalla tangenziale

3) Ospedale a rischio? Non è da prendere sottogamba. Passa una settimana e le magagne vengono a galla. Ampie zone di Moncalieri si sono allagate. Per fortuna nel Bacino della Banna è piovuto poco, altrimenti poteva ripetersi il disastro del 1994. Dopo aver sconcertato La Loggia per il diverso trattamento sulle aree agricole dove doveva insediarsi l’IKEA, dopo aver perso un anno, l’area su cui collocare il nuovo ospedale dell’ASLTO5 è già sottopressione. Tra tira e molla c’è il rischio che alla fine tutto resti come prima, con beffe e danni per chi vorrebbe servizi ospedalieri adeguati ai tempi.

4) Non solo tunnel. A proposito di nuovi modelli di governance da realizzare con i territori. Mentre le Zone della Città Metropolitana dovrebbero definire nuove e reali identità (ma con quali strumenti?) Torino discute se restare o meno nell’Osservatorio sulla realizzazione della TAV. Intanto il Comune, guidato dalla Appendino, è uscito, mentre la Città metropolitana, guidata dalla Appendino, è in dubbio se andarsene o restare. Santena e tutto il resto del territorio, extra Val Susa, aspettano che la Sindaca della Città Metropolitana affronti con loro il tema del governo del territorio, dell’uso e dell’usura del suolo e dell’acqua, dello sviluppo dell’agricoltura, del turismo, dei servizi e delle industrie.

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Santena, sullo sfondo la Val Susa

5) Attenti alla Svizzera. Cara nostra Sindaca Appendino, mentre esce dall’Osservatorio sulla TAV, dica per favore qualcosa sulla Svizzera. Un giovane italiano che, fortuna sua, lavora per le ferrovie elvetiche chiede perché i NO-TAV e gli A-TAV tacciono sul fatto che le ferrovie elvetiche stanno prendendo il monopolio del trasporto su ferro dall’Italia verso il Nord-Europa. La Confederazione, notoriamente attenta all’ambiente, fa infatti passare i treni che transitano sul suo territorio nella nuova galleria del Lôtschberg, 34,5 km, in attività dal 2007 nel nuovo tunnel del Gottardo, 57 km, ben più lungo del nuovo Frejus tanto osteggiato. Di ieri la notizia che il treno Domodossola-Briga passa da Treni Italia alla bls svizzera che tra un po’ aprirà la linea Domodossola-Berna, tramite il Lôtschberg. A proposito tra NO-TAV e A-TAV, Lei sindaca in quale categoria ricade?

6) Sviluppo o progresso. Il 16 ottobre 1871 si poteva finalmente percorrere in treno la distanza da Parigi a Torino in 21 ore e 30 minuti. Nel 1857, all’inizio dello scavo di quel primo tunnel per l’alta velocità ferroviaria, ci volevano 85 ore, con quattro trasbordi. Il cavallo passava le Alpi a 5 Km l’ora. Il treno le percorreva a 50. Il Frejus era allora il tunnel più lungo al mondo scavato nella viva roccia. Scavato non a mano, ma con macchine ad aria compressa. L’innovazione tecnologica conseguente allo scavo collocava il Politecnico di Torino e l’Italia in vetta alla classifica mondiale nell’ingegneria idraulica e nella progettazione e costruzione di grandi opere pubbliche e di infrastrutturazioni.

7) Ciao a Beppe Ferrero. Aveva 90 anni. Non era una guida del Castello Cavour, ma era bravo lo stesso. Anzi era il migliore di tutti. Spaziava dal Medioevo al Tessile, passando per il Risorgimento. Era entusiasta di don Giovanni Bosco, il santo contemporaneo di Camillo Cavour. Da più di trent’anni faceva la guida con una professionalità che andava dall’accoglienza, alla promozione, fino alla valorizzazione di importanti beni comuni della sua Chieri. E’ un esempio per molte guide, non solo Chieresi. (Corrieri di Chieri, 8/12, pag. 9).

Gino Anchisi
Da Santena, la Città di Camillo Cavour, 10 dicembre 2016.

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