Santena e immigranti 48

Santena – 17 dicembre 2016 – Mentalità nutrite di etnocentrismo euro-americano fanno i conti con i rifugiati e con il civismo. Detassare i terreni per restituirli alla loro funzione agraria. Grandi ristoratori. Usufruizione, tutela e valorizzazione di siti storici e del Castello.

FOTO:©Ap,Reuter
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1) 2,5 richiedenti asilo, ogni mille abitanti. L’integrazione di persone fuggite dalle terre e dalle case natie, per colpa di guerre o di sovraffollamento, riguarda i “coparrocchiani” Cambianesi e Santenesi. Secondo l’accordo tra ANCI e Governo, 15 vanno a Cambiano, 27 dovrebbero essere accolti a Santena. Si vedrà allora di che pasta è fatta la comunità. Chieri è un esempio per capire le difficoltà. La convivenza dipenderà dal rispetto di doveri e di diritti validi per tutti. Compresi i nuovi arrivati e le cooperative o associazioni cui è affidato il compito di assisterli. Cambiano si sta preparando. Con la Prefettura ha deciso di ospitare famiglie con minori. Ha scelto la cooperativa. Adesso cerca gli alloggi rivolgendosi ai privati, alla ferrovia, alla parrocchia.

2) Terreni edificabili o no. Accade in questi mesi a Santena. E’ un fenomeno nuovo e significativo. Fino a ieri i proprietari di terra volevano edificabili tutti i loro terreni agricoli. Adesso alcuni cambiano idea. Chiedono al Comune di rimettere a destinazione agricola terreni diventati edificabili. La questione è determinata dall’IMU e dal diverso peso della tassazione. Il fenomeno va valutato non solo dal punto di vista fiscale. Conta se davvero si recuperano terreni alla loro funzione primaria, altrimenti no.

3) Monasterace. E’ in Calabria, vicino alle altre “santenesi”: Riace, Stigliano, Roccella Ionica. E’ un’antica città, VIII secolo a.C., della Magna Grecia. Sul suo territorio costiero c’è l’antica Caulonia, da non confondere con il più recente comune di Caulonia. Quella antica fu distrutta più volte nelle guerre tra colonie greche, in quella contro Pirro, re dell’Epiro e infine nella seconda guerra punica. Ai tempi di Augusto era già ridotta in rovine. Fu riscoperta nel 1911 dall’archeologo Paolo Orsi. Da allora sono stati trovati preziosi reperti. Poi dal 2013 mareggiate e alluvioni hanno eroso la duna su cui sorge. Sta sprofondando nello Jonio e con Lei affonda anche un pezzo di Santena, d’Italia e d’Europa.

4) Polveri sottili. Nell’aprile del 1815 il vulcano Tambora, dell’Isola di Sumbawa, arcipelago della Sonda, scaraventò nell’atmosfera la più grande nube di polvere degli ultimi 750 anni. Nella primavera ed estate del 1816 il clima si raffreddò al punto di danneggiare tutti i raccolti. A Santena, nel Chierese-Carmagnolese, in Piemonte, in Europa, in tutto il Globo le persone, per la carestia di cibo, morivano di fame.  La vicenda è talmente significativa che, nel DVD della Mostra “Cavour e il suo tempo” realizzata dagli Amici di Camillo Cavour,  è collocata per contrassegnare il passaggio dal periodo di Napoleone I, alla Restaurazione. Oggi per risolvere il problema delle polveri sottili basta ritornare a muoversi a piedi o usare la bicicletta, l’autobus e il treno.

5) Demetrio di Bossolasco.  Era del ’16. Il suo “Bellavista” è stato un centro di promozione dei prodotti del territorio. Aveva molto in comune con Santena e i suoi ristoratori. Anche lui veniva dalla grande scuola di Giacomo Morra dell’hotel Savona di Alba. Anche lui aveva la passione del lavoro per “far bene da mangiare e per il buon vino al giusto prezzo”.

6) AAA Majorana Moncalieri. Si sta formando in questi giorni un gruppo di studenti, santenesi e non, che nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro collaborano con l’Associazione Amici della Fondazione Camillo Cavour e con l’Associazione Produttori Asparago di Santena e delle Terre del Pianalto. Lavorano e studiano nell’accoglienza e guida dei turisti, nella realizzazione di progetti e nella promozione e valorizzazione del territorio e dei suoi Prodotti Agroalimentari Tradizionali. Per informazioni telefonare al 3470570302.

santena2016set20_stanzacavour_337) Museo Cavour. Terminati i lavori di sistemazione in corso, non si vede come possa aumentare il numero dei turisti. Ben diversa fu la situazione ai tempi di Italia61. Allora Santena era tra le sei mete principali indicate ai turisti. Adesso solo gli Amici di Camillo Cavour, la Fondazione e il Municipio fanno promozione. Purtroppo anche la scuola italiana ha messo da parte questo luogo tra i più significativi della storia patria. Solo l’Esercito utilizza il Castello, per formare gli allievi carabinieri e gli ufficiali della Scuola di Applicazione. Il resto del sistema della formazione e dell’istruzione è praticamente latitante. Un triste destino accompagna la memoria di Cavour e degli antenati che hanno fatto grande l’Italia. L’unica speranza viene dalla presa di coscienza del valore di questo patrimonio da parte di Torino, della Regione e dello Stato. A loro si chiede di garantire agli alunni delle medie inferiori e delle medie superiori il diritto di conoscere la storia patria. Se non sarà così, per il museo cavouriano e per le giovani generazioni non ci sarà un buon futuro.

Gino Anchisi
Da Santena, la Città di Camillo Cavour, 17 dicembre 2016.

Monumento di Storia Patria. Cimitero di Santena
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Monumento di storia Patria. Cascina Nuova
Monumento di storia Patria. Cascina Nuova